La Scuola d'Inglese di Chiara Marchesiello

La Scuola d'Inglese

Mercoledì, 07 Agosto 2019 11:26

Reading & Writing: alleniamoci un po’ di più a casa e… stacchiamoli dai cellulari

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Reading & Writing Reading & Writing

Chi mi conosce da anni, chi mi segue da tempo sa che io ritengo che la listening e la speaking siano le parti più difficili nello studio della lingua, quindi la politica della mia scuola ha sempre puntato sul gestire delle lezioni che puntavano soprattutto sullo speaking e sul listening perché è la parte più difficile da attuare soprattutto perché viviamo in Italia e quindi è impossibile andare al supermercato e parlare in inglese, o al ristorante o parlare a casa in inglese.

Inoltre ho sempre ritenuto uno spreco di tempo fare delle lezioni sul reading o sul writing. Ho deciso sin dall’inizio di dare le linee guida sul reading and writing durante le lezioni e far lavorare i ragazzi autonomamente a casa, tornando solo con i problemi riscontrati durante gli esercizi.

Tutto filava liscio, il sistema era vincente e i ragazzi avevano sempre brillantemente superato gli esami con equilibrio in tutte le prove.

Ma qualcosa è cambiato, negli ultimi mesi ho notato un netto calo nel reading and writing non solo nelle prove interne, ma anche negli esami ufficiali.

Perché tutto questo? Che cosa sta succedendo?

Innanzitutto i ragazzi stanno praticando poco a casa, spesso tornano a lezione senza allenamento fatto con la solita scusa “non ho tempo, ho dovuto fare sport, ho avuto le gare… etc… etc…”

Un altro fattore CHE CONSIDERO ALLARMANTE e che ho notato soprattutto tra i teenagers è la mancanza di concentrazione per un tempo prolungato e dove per tempo prolungato intendo un massimo di un’ora e mezza.

Durante i mock tests che ho fatto a Dicembre ho notato una certa ansia, una certa agitazione nei ragazzi.

Bene, questi ragazzi non riuscivano a stare senza cellulare. Tutto questo generando una mancanza di concentrazione assoluta.

Sinceramente di questo sono veramente preoccupata. Qui stiamo parlando di ragazzi di terza media/ primo liceo che non riescono a concentrarsi perché distratti dal cellulare, dai messaggi che ricevono su instagram, whatsapp e fb.

Per rendere al meglio bisogna essere concentrati, non si può pensare di fare un test pensando all’amica che ha pubblicato le foto su instagram e il fidanzatino che ha lanciato la notizia bomba sul gruppo di whatsapp.

Ecco, svolgere degli esercizi di esame non può essere fatto con poca concentrazione e con la mente connessa su altri fronti.

              L’APPRENDIMENTO NON PUO’ ESSERE MULTITASKING

La concentrazione è fondamentale per produrre qualcosa e finché questi ragazzi avranno il cervello collegato ai social e non riusciranno a staccarsi, la concentrazione non arriverà mai, l’apprendimento subirà un calo e i risultati degli esami lasceranno l’amaro in bocca.

Cercate di fare in modo che i vostri figli siano organizzati e si ritaglino dei tempi da dedicare al reading and writing, senza distrazioni, mi raccomando

                    

                                              SENZA DISTRAZIONI.

Questo è un allenamento che deve essere fatto nel tempo, non un mese prima dell’esame come se fosse un’interrogazione di storia e soprattutto il lavoro di distacco dall’assuefazione del cellulare e dei social deve essere fatto gradualmente.

Oggi sono qui a scrivere questo articolo, preoccupata, non ve lo nascondo, per spronare sia i ragazzi sia i genitori a dedicare minimo 2 volte a settimana all’inglese a casa soprattutto alla parte scritta (reading and writing) per arrivare allenati all’esame, ma chiedo un minimo di onestà sia ai ragazzi, sia ai genitori.

In che senso?

Nel senso che dovete riuscire a trovare il tempo di allenarvi, perché non si può preparare un esame senza far pratica e preparazione a casa. Non voglio più sentire “Chiara non ho avuto tempo”. Arrivati ad un certo livello di inglese e ad una certa età non accetto più “ho lo sport”, “ho gli impegni”, ho avuto la festa. Può capitare una volta, ma non può essere la costante.

Bisogna mettersi sotto a studiare, testa bassa, allenarsi, allenarsi e allenarsi

Quindi, cari genitori, sono qui a chiedere anche il vostro aiuto: cercate di fare studiare questi ragazzi con meno distrazioni possibili, ne va della loro preparazione e ne va del loro futuro.

Allenamento a casa perché come ho scritto sulle mie borsette “work hard in silence, let your success be the noise

“Chiara, non so i vocaboli, non me li ricordo, non mi escono le parole”

Ecco le frasi che mi sento sempre dire durante i tests d’ingresso, soprattutto dagli adulti. I vocaboli per gli adulti sono il problema più grande. Giustamente i vocaboli sono il mezzo di comunicazione per eccellenza ed è quindi fondamentale capirli, conoscerli e riprodurli correttamente per farci capire, altrimenti non riusciamo a comunicare.

Nella scuola italiana e nello studio delle lingue la grammatica è veramente studiata in maniera approfondita, ma i vocaboli? Zero. Non pervenuti.

Purtroppo vedo ancora fare nella scuola italiana lista infinita di vocaboli a memoria, lista infinita di verbi irregolari a memoria da un giorno all’altro. Quindi questi poveri ragazzi si mettono là a ripetere, ripetere e ripetere. Scrivono la lista infinita di verbi perché poi c’è il test, per poi continuare a ripetere.

Ora vi chiedo: sicuramente quella lista di vocaboli o verbi ve la ricordate ancora, ma chi di voi ha poi utilizzato nella vita reale, nel mondo reale i vocaboli contenuti in questi tests?

Il problema più grande è chiaramente come far ricordarli e come utilizzarli.

Innanzitutto lo studio della lingua prevede una prima fase in cui il cervello ascolta, ascolta e ascolta, poi assorbe, assorbe e ancora assorbe per poi riprodurre il vocabolo in maniera naturale.

Chiaramente questo è un processo che dura anni, un po’ come fanno i bambini quando iniziano a parlare. Hanno bisogno di anni per incamerare e poi riproducono il linguaggio. Detto questo non potete pensare di parlare una lingua in 3 mesi come molti metodi fanno pensare, è assolutamente innaturale ed impossibile tanto più vivendo in un luogo dove quella lingua la sentite solo durante le ore di lezione a scuola.

Ma come facciamo ad acquisire al meglio questi vocaboli? Uno dei consigli che dò spesso, soprattutto quando mi trovo i ragazzi alle prese con le liste di verbi irregolari è quella di mettere dei post-it in casa con le parole in italiano e quando si passa davanti al post-it ricordare la parola in inglese.

Per i più piccoli invece, ma anche per i più grandi alle prime armi con l’inglese è importante l’approccio visivo. Quindi mettere qua e là in casa delle flashcards con delle immagini e quando si incontra la tesserina ripetere il nome in inglese.

 MA ATTENZIONE: non cadete nel tranello di chiedere ai vostri figli

                                          “come si dice in inglese ….??”

Vi prego evitate, ve l’ho già detto più volte e l’ho scritto più volte. Evitate di chiedere ai vostri figli “come si dice in inglese, …?”

State tranquilli, non vi risponderanno mai!

O meglio, l’80 % dei bambini non vi risponderà mai.

Piuttosto mettete delle immagini in giro per casa, magari chiedete alla vostra insegnante su cosa hanno lavorato quella settimana e giocate con i vostri figli.

Esempio: “vediamo se mamma, quando passa davanti all’immagine sa dire mela?”.

Da qui vi potete sbizzarrire e dire un frutto per un altro, sbagliare pronuncia e vedrete che loro faranno magicamente uscire la parola in inglese e se la ricorderanno meglio, perché assoceranno quella parola ad un’emozione, all’emozione di aver insegnato ai propri genitori le parola in inglese.

Vi ho già detto che i vocaboli rimangono impressi maggiormente nella mente se dietro c’è un’emozione? No?

Al prossimo numero allora…